La storia del wax

Anne Grosfilley, probabilmente la maggiore esperta di African fabrics in circolazione, ricostruisce per filo e per segno in “Wax & co. Antologia dei tessuti stampati d’Africa”, ricercato coffee table book, ricchissimo però anche di contenuti, in uscita per l’Ippocampo Edizioni.

La moda si orienta verso i tessuti africani e in particolare verso il wax i cui tratti grafici distintivi, con i loro colori vibranti e i motivi leggermente sfalsati, si riconoscono fra mille. Si tende a dimenticare che questo stampato, nato a metà del XIX secolo, è il frutto di una lunga storia tra l’Europa, l’Africa e l’Asia. Batik industriale messo a punto dagli Olandesi, il wax era destinato agli indonesiani – che non lo considerarono.

 

Incontrerà però un immenso successo in Africa occidentale dove farà la ricchezza delle Nana Benz, quelle commercianti pioniere che hanno saputo diffonderlo e renderlo popolare.

Anne Grosfilley, antropologa specializzata nel tessile e nella moda dell’Africa, ripercorre le strade del wax, del kanga e dello shweshwe da più di vent’anni. Attraverso la sua eccezionale collezione di tessuti ci invita a scoprire la storia misconosciuta degli stampati africani. Un indimenticabile viaggio tessile dove il linguaggio dei disegni acquista una nuova dimensione.